ANTON CECHOV

L'ORSO

Anton Cechov (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904)

Trama

Protagonista è Elena Ivanovna Popova, una vedova inconsolabile che ha giurato, dopo la morte del marito, di non uscire più di casa e di non frequentare più alcun uomo, nonostante le insistenti preghiere a ripensare la sua decisione da parte del suo servitore Luka. La situazione si capovolge quando l'ex ufficiale di artiglieria Smirnov va dalla Popova a riscuotere delle cambiali. Il rifiuto di lei a pagare e la volontà di lui ad esigere quanto dovuto originano un dialogo concitato, che degenera in un duello fra la vedova e l'ex ufficiale. CON Patrizia Angelone, Beppe Cerone. Fabio Delena, Alessandro Fanti, Antonio Miliani, Alida Piersanti, Rossella Rusi, Giovanna Sabbatani, Sebastiano Spada. REGIA Graziano Ferrari  

L'ANNIVERSARIO

Anton Cechov (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904)

TRAMA

Il borioso presidente di una piccola banca, che si accinge a celebrare l’anniversario della propria fondazione, sprofonda in una conversazione caotica e delirante a più voci con la moglie sciocca e sventata, con un impiegato frustrato e con un’anziana e petulante cliente della banca. La commedia, godibilissima e tra le più riuscite di Cechov, è stata adattata da Franco Di Leo, che ha trasportato la vicenda ai giorni nostri a conferma della vivacità sempre attuale del grande autore russo.

IL TABACCO FA MALE

Anton Cechov (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904)

Trama

Unico personaggio è Ivan Ivanovič Njuchin, marito di una direttrice di una scuola di musica e di un collegio femminile in cui lui rappresenta il responsabile dell'economia domestica oltre che dell'insegnamento di alcune discipline. A Njuchin la moglie dà il compito di tenere una conferenza riguardante i danni del tabacco, sebbene egli stesso sia un fumatore. Tuttavia Njuchin, invece di trattare il tema della conferenza, approfittando del fatto che la moglie non c'è comincia a parlare dei problemi con lei, affermando che è una donna dispotica, avara e sempre di cattivo umore. Esprime inoltre il desiderio di correre lontano da sua moglie e da una vita che definisce volgare e meschina e di voler dimenticare tutto. Arriva addirittura a strapparsi di dosso e a calpestare il frac in cui si è sposato e in cui tiene conferenze, ma alla fine del monologo Njuchin, vedendo che la moglie è arrivata, indossa nuovamente il frac e chiede al pubblico di riferirle che la conferenza sui danni del tabacco ha avuto luogo.  

DOMANDA DI MATRIMONIO

Anton Cechov (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904)

Trama

Fra ruggini antiche di buon vicinato, e comici squarci di vita campestre, si assiste al ruvido approccio fra due rampolli di buona famiglia in cui i battibecchi si alternano a riappacificazioni preludendo a quello che sarà la futura vita matrimoniale. Ivan Vasilevic Lomov si presenta in casa del possidente Stepan Stepanovic Cubukov per chiedere in moglie la figlia Natalia, che a sua volta pensa che Lomov sia venuto per un contratto d'affari e scopre solo alla fine che si trattava di un contratto di matrimonio. Tutto il testo è basato su questo equivoco. Partendo da una piccola disputa sulla proprietà di un prato o da un diverbio sulle capacità dei propri cani, i due continueranno a scambiarsi invettive in un crescendo di battibecchi comici dallo scoppiettante finale. Anche in questo atto unico non ci troviamo di fronte a personalità di rilievo, ma a personaggi che annunciano e talvolta anticipano ridicole figure dai contorni borghesi, esseri puerili, prigionieri di sogni volgari, di ambizioni futili, capaci tutt'al più di piccole rivelazioni, svenimenti e capricciose pulsioni.  

IL CANTO DEL CIGNO

Anton Cechov (Taganrog 1860 - Badenweiler 1904)

Trama

Svetlovidov, una notte, dopo lo spettacolo nel quale ha interpretato Calcante nell'opera buffa di Henri Meilhac e Ludovic Halévy La bella Elena, musicata da Jacques Offenbach, si addormenta ubriaco in camerino e, dimenticato da tutti, si risveglia spaventato e solo. Le porte sono sbarrate dall'esterno, così Svetlovidov, vagando smarrito in cerca di aiuto, scopre che il suo suggeritore, non sapendo più dove andare a dormire, abita in uno dei camerini del teatro. Questo incontro inatteso sarà l'occasione per i due veterani del palcoscenico, di rievocare la gloriosa carriera di Svetlovidov ormai vecchio e malato e “…con l'anima fredda e buia come una cantina”. L'attore recita infine i suoi "cavalli di battaglia" trasformandosi in Boris Godunov, Otello, Re Lear, Amleto… In una struggente e appassionata interpretazione che sembra essere il suo doloroso “canto del cigno”.