La serva Padrona –

- La serva Padrona - Una delle più eccellenti opere liriche  Leggete qui e scopriamo bene di che si tratta ...  

LA SERVA PADRONA

Intermezzo in due parti

Libretto di

Gennarantonio FEDERICO

Musica di

Giovanni Battista PERGOLESI

Prima esecuzione: 5 settembre 1733,Napoli,Teatro San Bartolomeo.

La serva padrona narra di Serpina, una serva intelligente e furba che riesce a sposare il suo vecchio tutore Uberto, riscattando così la propria condizione sociale. È una donna astuta e non si riesce bene a comprendere quanto i suoi sentimenti siano sinceri: all’inizio è irriverente e si rifiuta di portare la colazione al padrone, poi mostra la propria tristezza nel pensare a Uberto sposato con un’altra donna, infine suscita la gelosia del tutore fingendo di fidanzarsi con il Capitan Tempesta, che altri non è se non il servo muto Vespone, resosi complice e opportunamente travestito. Secondo il libretto è Uberto che, sebbene in una condizione sociale di fatto dominante, appare combattuto nei sentimenti, abilmente manipolati dalla serva scaltra: la gelosia, la paura di perdere la bella servetta e l’obbligato pagamento di una ingente dote per permetterle di sposare l’orrido militare sono i motivi che spingono il vecchio scapolo ad accettare il matrimonio, sciogliendo gli inganni e concludendo la burletta in musica con l’anelato connubio; ma non si tratta di uno statico lieto fine: concludendosi sulle parole Mi vuoi tu corbellar?Esso appare proiettato verso un futuro in cui, seppure dipinte in maniera burlesca dalla musica e dal testo cantato, affiorano le incertezze sulla felicità e sull’amore coniugale.

Composta per il compleanno di Elisabetta Cristina di Brunswick-Wolfenbüttel su libretto di Gennaro Antonio Federico, fu rappresenta la prima volta al Teatro San Bartolomeo di Napoli il 28 agosto 1733, quale intermezzo all'opera seriaIl prigionier superbo, dello stesso Pergolesi, destinata a non raggiungere neppure lontanamente la fama della Serva padrona. Alla prima rappresentazione è attribuita a tutti gli effetti l'inizio del nuovo genere dell'Opera buffa.

Lo stesso libretto fu ripreso da Giovanni Paisiello per l'omonima opera buffa.

Nel 1734 avviene la prima nell'Académie Royale de Musique di Parigi e nella Reggia di Versailles, nel 1746 nel Théâtre-Italien di Parigi e nel 1750 nell'Her Majesty's Theatre di Londra.

Il grande successo della ripresa del 1752 dell'Académie Royale de Musique scatenò una disputa, nota come la Querelle des bouffons, fra i sostenitori dell'opera tradizionale francese, incarnata dallo stile di Jean-Baptiste Lully e Jean-Philippe Rameau, e i sostenitori della nuova opera buffa italiana fra cui alcuni enciclopedisti (in particolare Jean Jacques Rousseau, anch'egli compositore). La disputa divise la comunità musicale francese e la stessa corte (con la regina che si schierò a fianco degli "italiani"), per due anni, e portò ad una rapida evoluzione del gusto musicale del paese transalpino verso modelli meno schematici e più moderni.

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